anime #14

anime #14

maurizio cintioli

Art, Fotografia , stampa digitale , alluminio , 50×75

Maurizio Cintioli ha da sempre incentrato il suo percorso artistico sulla figura umana. Spesso prende in analisi anche fattori che contrassegnano imprescindibilmente la vita di ognuno quali ad esempio il tempo, la società o ancora la natura e le costruzioni architettoniche. Nel caso specifico della serie Anime, la voluta privazione dello sfondo elimina ogni elemento all’infuori di ciò che diviene inevitabilmente il soggetto dell’opera, circoscrive quindi l’attenzione volontariamente e forzatamente sulle persone che sembrano errare appunto come Anime. Il luogo è asettico, non identificabile né descrivibile poiché scevro di qualsiasi elemento che possa costituire punti di riferimento e ciò è in questo caso sintomo anche dell’assenza di temporalità. La peculiare decisione dell’artista di eliminare l’ambiente circostante o, piuttosto, di renderlo non identificabile, fa sì che non vi siano elementi di distrazione. La visione dell’osservatore nei confronti del soggetto è pertanto obbligata. L’isolamento delle persone è il metodo per l’artista di indagare l’essenza dell’uomo senza l’influenza di agenti esterni, per capire e dunque rivelare gli aspetti e le caratteristiche che solitamente sfuggono proprio a causa del contesto spesso caotico che distrae l’attenzione di chi osserva. L’unica caratterizzazione è il colore bianco. Un biancore abbagliante, intenso, quasi accecante che non permette di mettere bene a fuoco le figure evanescenti. Uno splendore che rimanda ancora una volta ad una condizione sospesa, quella delle anime vaganti, propria di luoghi immateriali e spirituali come il paradiso o il limbo. La situazione indeterminata di questi individui è appesantita dal loro evidente isolamento rispetto agli altri presenti, quasi si potrebbe parlare di emarginazione data la loro reciproca indifferenza e noncuranza. Ognuno è assorto in pensieri solitari e nessuno, nella serie Anime di Cintioli, ha contatti con le altre figure: paradossalmente in un luogo privo di riferimenti ognuno ha un suo spazio e nessuno varca la soglia della delimitazione. Tuttavia la condizione incerta e le persone che si ignorano vicendevolmente non suscitano, nel guardare l’opera, una sensazione melanconica di solitudine, ma al contrario la ridente luminosità è il barlume di speranza a conferma della temporaneità della condizione di stasi nel non-luogo senza tempo. Tutto ciò suscita delle domande nell’osservatore: chi sono questi individui? Qual è il loro passato, perché sono qui e cosa aspettano? Se se ne andranno, dove andranno? L’artista getta le basi per avviare una riflessione, per ognuno personale, sulla transitorietà della vita.

http://www.madprize.it/it-IT/madprize/opera/anime-14.aspx

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